Allegato B:

Dal Libro cronistorico della parrocchia di Mezzano. Elenco dei curati e vicari curaziali in Mezzano.

Don Antonio Zanghellini di Feltre.

Dottore in Sacra teologia.

Vicario curaziale nel 1852 poi curato nel 1853.

Nato a Feltre nel 1820 dal Dottor Pietro Zanghellini e da Elisabetta Negrelli di Fiera.

Ardente patriota, nel 1848 con un manipolo di Crociati Veneti, agli ordini del Generale Sanfermo prese parte allo sfortunato combattimento di Sorio (Montebello Vicentino) contro un agguerrito corpo di 5000 austriaci capitanati dal Generale Principe di Lichtenstein. Per questo fatto venne sempre tenuto d’occhio dalla vigile polizia austriaca.

Oratore facondo, filantropo, tutto carità, e zelo per la popolazione affidata alle sue cure; lasciò infinito rimpianto la sua improvvisa forzata partenza avvenuta il 1 gennaio 1584 per il fatto seguente.

La sera del 17 novembre 1853 alle ore 8 don Zanghellini, accompagnato dal fidato servitore di casa Piazza, Martino Loss, inforcato un cavallo, si partiva dalla canonica di Mezzano e si avviava alla volta di Fedai. Durante il cammino, al servo che gli aveva chiesto per qual motivo faceva un simile viaggio a quell’ora e in quella stagione nella quale i casolari sparsi per quelle praterie erano tutti disabitati, il curato rispose che un forestiero, sperduto in quei paraggi e al quale erano venute meno le forze, si trovava vicino a morte e che pregato, doveva accorrer subito per prestargli i conforti religiosi.

Si era ai tempi dei processi di Mantova e la prudenza non era mai troppa. Così ha dovuto pensare don Zanghellini che ormai aveva fissato il convegno.

Arrivato al prato Boia posto immediatamente sotto il prato Fedai, don Zanghellini smontò da cavallo e ordinò al Loss di attenderlo presso la cascina di Boia fino al suo ritorno. Proseguì poi solo per Fedai dove in un piccolo fienile, tuttora esistente, lo attendevano due persone (una delle quali era il conte Onigo) venuti da Venezia per il passo Finestra, Neva, Agaoni.

Di notte, in luogo solitario e in un’epoca in cui Pier Fortunato Calvi nel finitimo Cadore, alla testa dei prodi volontari vendicava i martiri di Belfiore era naturale che il già convenuto colloquio si aggirasse sull’argomento della riscossa nazionale. E di fatti si parlò sul modo di poter collocare in Primiero le cartelle del Prestito Nazionale di Mazzini.

Finito il colloquio, l’Onigo e il compagno ritornarono sui loro passi, mentre il curato scese a Boia verso mezzanotte e, trovato il servo rimontò a cavallo facendo ritorno alla canonica.

All’indomani in paese correva la diceria che a Fedai era morta una persona e che 4 uomini nel cuor della notte trasportarono il morto verso il passo di Neva.

Frattanto la polizia fu tutta in moto. Circolari furono diramate dal Commissariato di Polizia di Trento e dall’Autorità politica e giudiziaria di Primiero, per venire a capo del misterioso fatto. Visto che le minute indagini e ricerche non approdarono a nulla la Polizia, alla quale era noto il passato patriottico del Zanghellini, subodorò un intrigo politico e, non potendo impadronirsi del presunto morto, perseguitò il vivo il quale dovette subire una minuta perquisizione in canonica, perquisizione che per fortuna ebbe esito negativo.

Ad onta di ciò l’Autorità austriaca gli intimò tosto il bando da Mezzano e all’indomani che era il 1 gennaio 1584, dovette lasciare per sempre la Curazia e non gli fu permesso neppure di celebrare la s. Messa pro populo in quel giorno di festa solenne, cosicché il paese rimase senza funzioni religiose.

La popolazione fu assai addolorata per aver perduto un tale pastore. Il Comune presentò domanda alla Luogotenenza e perfino all’Imperatore, interessando anche il Nunzio apostolico a Vienna per riavere il beneamato sacerdote, ma tutto fu inutile. E si capisce! L’Austria per vecchia tradizione, anche per minimi sospetti, era irremovibile.

Don Zanghellini si ritirò presso i famigliari in Feltre, conducendo vita solitaria, schivo di cariche e onori. Morì nel 1878.

 

Documenti relativi al fatto di Fedai

 

 

Al Signor Capocomune di Mezzano

Le mie ricerche per iscoprire l’incognito cadavere tornarono vane. Non posso attualmente far altro che interessare nuovamente il Signor Capocomune, perché continui a far cercare ed assicuri al ritrovatore un premio di fiorini 10 M. C. che io farò pagare sul fondo di Polizia.
Attenderò riscontro dell’esito.

Dalla Commissione Giudiziale

Fedai, 19 novembre 1853

Negrelli

 

 

N. 382

Mezzano, li 20 novembre 1853

Al Lodevole Imperial regio Giudizio Distrettuale di Primiero

In relazione all’odierno rapporto di questo capocomune N. 378 riferisco che 12 uomini vennero spediti per andar in traccia dell’incognito riferito col giudiziale foglio 19 corrente. Si partirono da Mezzano appena giorno e fecero ritorno ad ora tarda. Essi ispezionarono colla plausibile sollecitudine tutti i luoghi di Fedai, Cordogné, Falasorni, Caderne, S. Giovanni, Rive di S. Giovanni, Iner, Caltene, Boe della Noana, Rocchette, Rinez, Taiadoi, ma ogni loro scrupolosa disamina ed ispezione riuscì vana ed inutile.

Tanto trova il sottoscritto di partecipare alla Lodevole Imperial regia Carica, nel mentre che gli riesce somma la compiacenza il non aver potuto riportare dalle sue cure un esito felice.

IL Capocomune di Mezzano

Dallasega

 

 

N. 187

Indicator di Polizia dell’Imperial Regio Commissariato di Polizia

Trento, 23 novembre 1853

Notificazione urgentissima.

Nella notte dal 17 al 18 correnti nella valle di Fedai distretto di Primiero si notifica essere perita o sacrificata una persona per opera di altre due persone sconosciute, il di cui cadavere finora non fu dato di poter iscoprire.

S’invitano quindi in via d’urgenza tutte le Autorità esercenti la Polizia, l’Imperial Regia Gendarmeria ed i Capicomuni a voler tosto comunicare alla Imperial regia Procura di Stato di Trento l’eventuale mancanza di qualche persona che fosse a loro cognizione o lo divenisse in seguito, come pure quanto potesse giovare ad iscoprire un fatto criminoso che si avvolge fin qui nelle tenebre.

(Circolare a stampa)

 

 

N. 4380

Al Signor Capocomune di Mezzano

L’Imperial Regia Reggenza in Trento assicura un premio di fiorini 40 M. C. per che coopererà efficacemente a scoprire e mettere in luce il fatto successo a Fedai la notte del 17 corrente.

Voglia il Signor Capocomune portare questa disposizione a pubblica conoscenza.

Dall’Imperial Regio Giudizio Distrettuale

Primiero, 28 novembre 1853

Negrelli

 

 

N. 2370

Primiero, 14 dicembre 1853

Avviso

Per superiore ordine avviso il pubblico che verrà pagata una rimunerazione di fiorini 40 M. C. a chi saprà darmi dei lumi sul fatto misterioso avvenuto nella notte dei 17 prossimo passato novembre allo stabbio Rubbin nella valle di Fedai, Comune di Mezzano.

L’Imperial Regio Commissario Distrettuale Esposto

Kleinaner.