Sul significato politico del giuspatronato laicale si vedano R.
BIZZOCCHI, Chiesa e potere nella Toscana del Quattrocento,
Bologna 1987, p. 41; G. GRECO, I giuspatronati laicali nell'età
moderna, in Storia d'Italia. Annali 9. La chiesa
e il potere politico dal medioevo all'età contemporanea,
a cura di G. CHITTOLINI e G. MICCOLI, Torino 1986, p. 552-553;
G. CHITTOLINI, Stati regionali e istituzioni ecclesiastiche
nell'Italia centrosettentrionale del Quattrocento, in Storia
d'Italia. Annali 9, p. 188 e, con particolare riferimento
alle zone di montagna o comunque marginali, ancora dello stesso
Chittolini, Note sui benefici rurali nell'Italia padana alla
fine del medioevo, in Pievi e parrocchie in Italia nel
basso medioevo (sec.XIII-XV). Atti del VI Convegno di storia della
Chiesa in Italia (Firenze, 21-25 sett.1981), Roma 1984, p.
458-462. Utile anche la recente rassegna di M. ROSA, "Nedum
ad pietatem, sed etiam (et forte magis) ad ambitionem ac honorificentiam".
Per una storia dei patronati privati nell'età
moderna, "Rivista di storia e letteratura religiosa",
31 (1995), p. 101-117. L'aspetto simbolico del patronato è
sottolineato da A. PROSPERI, "Dominus beneficiorum".
Il conseguimento dei benefici ecclesiastici tra prassi curiale
e ragioni politiche negli stati italiani tra '400 e '500,
in Strutture ecclesiastiche in Italia e in Germania prima della
Riforma, a cura di P. PRODI e P. JOHANEK, Bologna 1984, p.
57.