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Gigi Corazzol, Trentanove fonogrammi da Mel (con una lettera del conte).
Dialoghi e
monologhi tra 1612 e 1655,
Pilotto Editore,
Feltre 2000, pp. 67.
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L'AUTORE KATIA
OCCHI laureata in storia a Venezia, ha svolto il dottorato di ricerca in storia
all'Università statale di Milano. Attualmente è borsista dell'Istituto storico italo
germanico in Trento. Si occupa di storia di mercanti attivi tra la contea del Tirolo e la
repubblica veneta nei secoli XVI e XVII. |
Ancora una volta attraverso questo libro dal titolo accattivante Gigi
Corazzol mostra che il mestiere dello storico non consiste solo nelle competenze
scientifiche e nelle abilità diplomatistiche, ma anche in una acuta sensibilità verso le
fonti. "Cos'è che finisce su una carta, dalla carta in un registro, e dal registro
via via fino a farti il bell'archivio?" (p. 67) si chiede l'autore che in questo
lavoro ha raccolto i verbali di alcuni processi provenienti dall'archivio di Mel, una
comunità situata sulle rive del Piave e sede di una contea della Repubblica veneta
incuneata tra le podesterie di Feltre e di Belluno.
Ordinate le deposizioni ispirandosi ai Sillabari di Goffredo
Parise Corazzol prova a dare le coordinate di quella che fu la vita quotidiana degli
abitanti di un villaggio alpino partendo da Amore e passando per Epica, Libertà, Stupro
fino ad arrivare a Zelo.
Che cosa viene fuori? Storie, esistenze, emozioni, dolori composti.
Cristallizzati negli atti raccolti dal copista del vicario. Cosa disse Oliva di Gus al suo
stupratore? "Cosa tolta <presa> per forza non val una scarpa" (p. 52).
È un insieme di particolari, di tante diverse esistenze che messe
insieme danno il quadro di una società dinamica, dove i tessitori lavoravano lane di
Costantinopoli, i boscaioli tedeschi tenevano nelle tasche monete spagnole e gli atti di
ossequio per i propri amici consistevano in anguille, aringhe e sardelle spagnole fatte
venire fresche da Venezia in giornata. Particolari questi che ci testimoniano di una
società vitale e in contatto costante con i centri di distribuzione di merci e denaro.
Particolari che difficilmente si fanno ricondurre dentro lo schema storiografico di una
montagna marginale, povera, mera "fabbrica di uomini". Suggerimenti che fanno
pensare a quanto tempo ci sia ancora da passare in archivio prima di potere scrivere di
storia della montagna.
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Da leggere Su Mel:
- N. Ranon, La comunità di Mel nel Seicento. Fra rivendicazione
signorile e conflitto interno, in "Studi veneziani", n.s. XX, 1990, 87-131.
Per un breve inquadramento sulla storia alpina:
- G. Coppola-P. Schiera (a cura di), Lo spazio alpino: area di
civiltà, regione cerniera, Napoli 1991
- P. Guichonnet, Storia e civiltà delle Alpi. Destino storico, Milano
1986
- J. Mathieu, Geschichte der Alpen 1500-1900: Umwelt, Entwicklung,
Gesellschaft, Wien 1998 (con bibliografia aggiornata)
- P. P. Viazzo, Comunità Alpine. Ambiente, popolazione, struttura
sociale nelle Alpi dal XVI secolo ad oggi, Bologna 1990.
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settembre 2000 |
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