"Così si lamentava, passandosi la mano
libera dall'arma sulla faccia nel terrore di trovarci incorporata e non più
nemmeno chirurgicamente asportabile quella patina di animalità, di sottoumanità
che gli specchiava la faccia degli altri, di quelli che erano partigiani da un
mese prima di lui. Forse anche tutti gli altri erano saliti con una umana, civile
faccia come la sua; e quel mese di anticipo gliel'aveva camusata e disumanata
a quel modo che l'aveva tanto colpito all'arrivo, che gli aveva fatto pensare
ad un incuboso suo atterraggio in una frodosa torma di pezzenti e malandrini"
(ivi, p. 460).