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Ecco si gonfi pure il fiume: egli non trema.
Giobbe 40,23
Cresce forse il papiro fuori dalla palude
E si sviluppa forse il giunco senz'acqua?
Giobbe 8,11 |
Conoscenza dei simboli, capacitā
d'immaginazione, nel senso munariano di "far
vedere un pensiero", e insieme di sintesi sono gli strumenti messi in campo
dall'Autrice in questo brano di allestimento per una mostra
fotografica.
Il tema della mostra, i segni del sacro di una valle alpina, era cosė delineato:
"A vivere nel Vanoi, tra problemi quotidiani, acque furiose e alto dei cieli, il
sacro, pių che una scelta personale, fu in passato un'esigenza irrununciabile".
Centro simbolico dell'esposizione, quattro grandi immagini sospese a mezz'aria che
sintetizzano il concetto di segno del sacro.
Le sovrasta un cielo stellato, aldilā a tutti intelleggibile, rubato da un dipinto popolare
secentesco. Sotto di esse si apre il baratro delle acque burrascose che hanno segnato con
violenza la storia del Vanoi.
All'intervento di immaginazione relativo a queste ultime, si riferiscono i
materiali che qui presentiamo. Vi si rintraccia il filo di un pensiero che, dall'iniziale
idea del baratro aperto dai torrenti in piena, passa attraverso il recupero delle valenze
fecondatrici delle acque primordiali, per giungere alla
formulazione delle proposta finale: un tappeto-giardino di tumultuosa rigenerazione.
La sequenza delle immagini ci rivela il progressivo affinamento dell'idea iconografica
sottesa all'allestimento e, insieme, ci permette di gettare uno sguardo dentro un laboratorio
vasto e promettente. |
L' AUTRICE
ILARIA CESARETTI nata a Roma, vive e insegna a Primiero. Ha curato,
per il Parco di Paneveggio, la mostra Labirinti (1998).
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